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25 APRILE 2017 | LiberAzione Fest – La Resistenza Continua!

Come da tradizione, ci ritroviamo per questa maratona artistica nel nostro amato supercontinente. Almeno fino a quando questo “sgombero” preannunciato – ma ancora non avvenuto – ci consentirà di farlo.

A maggior ragione, la festa assume quest’anno un doppio valore. La difesa dei valori dell’antifascismo e quella del nostro spazio: IL PANGEA.

Un giorno carico di significato che ha segnato la fine di un periodo buio anche per i Sardi.

Il Csoa Pangea ha deciso di dedicare una giornata di musica, teatro e arti varie, socializzazione e libertà all’Antifascismo, incoraggiando a considerare il “fascismo” come presente e diffuso, mascherato ma individuabile, nelle logiche del singolo, nello specchio della massa, nella maggioranza sempre dispari, negli out-out che non siamo riusciti a domesticare.
Nella routine dei comportamenti quotidiani -interni ed esterni – più che nel “mezzobusto” folkloristico del carabiniere nostalgico ormai forse pensionato.

La partecipazione è libera e quest’anno è aperta a varie performance (non esclusivamente musicali). Chiunque voglia aderire può scriverci in privato.

HANNO GIÀ ADERITO:

  • Kdf
  • Hazemodeus
  • Lo smilzo
  • PsychoHate
  • Feitz
  • Federico Murzi
  • Le Tigri
  • Sottotortura
  • Caix
  • Sumolovers
  • Aguèl
  • Cronico
  • Rysk
  • Nessuno
  • Mosfits
  • Majestic Faith
  • Marco Perantoni e Alessandro Pinna
  • Il Giardino Band
  • Federico Marras P.
  • The Heavy Petters
  • La Plonge
  • Angela Colombino
  • Rusty Punx
  • Egon

LINK EVENTO: https://www.facebook.com/events/2252592621631715/?active_tab=about

La casa è di chi l’abita? La triste “poesia” di Carlo.

Oggi, 10 aprile, ci siamo recati presso via Sassari 119 per il picchetto antisfratto in solidarietà al signor Carlo Sedda. Il secondo, preceduto da quello del 14 marzo che si è concluso con un rinvio dell’atto alla data odierna.

Quello di oggi però non ha avuto il successo della volta scorsa. Infatti, arrivati sul posto alle 8 e 30 era già presente all’interno della casa l’Ufficiale Giudiziario accompagnato dalle forze dell’ordine. Abbastanza colti alla sprovvista per l’orario (l’atto era previsto per le ore 9), siamo entrati nell’abitazione per far chiarezza su quanto stesse accadendo. Carlo, insieme ai familiari, sotto “invito” delle 5 divise presenti, hanno accettato con tristezza l’avvio della procedura senza volerla ostacolare e noi non abbiamo potuto far altro che accettare la scelta dei presenti anche se non condividendola.

Quello che ci lascia perplessi è l’arrivo dell’Ufficiale Giudiziario senza che questi fosse accompagnato da un medico d’ufficio registrato all’ASL, l’unica figura che avrebbe potuto constatare le precarie condizioni di salute in cui versa Carlo. A nostra saputa, Carlo sin da subito ha acconsentito la procedura consegnando le chiavi all’autorità competente. Tutto questo suona come una rassegnazione che ha fatto sì che non vi fosse alcuna opposizione a quanto stesse accadendo.

Usciti dalla casa, dopo aver sentito le classiche parole di chi copre lavori sudici (a qualcuno verrebbe da dire “eppure van fatti”) e difende questo macabro sistema, abbiamo deciso di accompagnare Carlo fino al nuovo posto in cui andrà a stare.

Così sì è fatto un piccolo corteo sfilando per il Corso fino ad arrivare in Piazza umberto I , con in testa lo striscione che canta “Lo sfratto è una triste poesia. LA CASA È DI CHI L’ABITA!”. Terminato il corteo, abbiamo salutato, ricordando che noi ci siamo a dar sostegno e che continueremo a seguire la vicenda, anche se pare andrà per le lunghe. Ma noi ci siamo e ci saremo, perchè il diritto all’abitare è un diritto di tutti e non si può negare in questa maniera!

Pochi i presenti, rispetto alla prima volta. Questo ci da rabbia. Forse, se fossimo stati in presenza maggiore avremmo dato quella carica in più per posticipare ulteriormente questo atto che troviamo ingiusto, in quanto si tratta di privare di un diritto fondamentale un essere umano che in questo caso porta l’aggravante di essere (visibilmente) disabile. Un diritto, quello all’abitare, che nel 2017 pare essere diventato uno dei tanti diritti da schiacciare e scavalcare per “normali prassi d’ufficio”, dove i carnefici continuano a giustificarsi dietro una semplice risposta, la più banale: “io faccio solo il mio lavoro”. Un lavoro che sicuramente non porta onore e a cui noi non portiamo rispetto, poiché un lavoro richiede anche un minimo di umanità, cosa che in questi casi non si verifica mai.

E quindi oggi non abbiamo che da riferire la triste notizia: lo sfratto è avvenuto.

Oggi ha perso il diritto all’abitare, oggi ha perso un’amministrazione che davanti a tutto questo tace e non mostra interesse. E ha perso le speranze anche Carlo, che con tristezza ha lasciato la casa per prendere posto in una casa di riposo in attesa dell’udienza definitiva che si terrà il 4 ottobre.

Oggi si ha perso una battaglia, ma non la forza per portare avanti una politica per il diritto alla casa.

LiberAzione Fest 2017 – la resistenza continua @Csoa Pangea

Titolo: LiberAzione Fest 2017 – la resistenza continua @Csoa Pangea
Luogo: CSOA Pangea, Via Falcone e Borsellino 7, Porto Torres
Collegamento: Clicca qui
Descrizione: 25 APRILE 2017 | LiberAzione Fest.

Come da tradizione, ci ritroviamo per questa maratona artistica nel nostro amato supercontinente. Almeno fino a quando questo “sgombero” preannunciato – ma ancora non avvenuto – ci consentirà di farlo.

A maggior ragione, la festa assume quest’anno un doppio valore. La difesa dei valori dell’antifascismo e quella del nostro spazio: IL PANGEA.

Un giorno carico di significato che ha segnato la fine di un periodo buio anche per i Sardi.

Il Csoa Pangea ha deciso di dedicare una giornata di musica, teatro e arti varie, socializzazione e libertà all’Antifascismo, incoraggiando a considerare il “fascismo” come presente e diffuso, mascherato ma individuabile, nelle logiche del singolo, nello specchio della massa, nella maggioranza sempre dispari, negli out-out che non siamo riusciti a domesticare.
Nella routine dei comportamenti quotidiani -interni ed esterni – più che nel “mezzobusto” folkloristico del carabiniere nostalgico ormai forse pensionato.

La partecipazione è libera e quest’anno è aperta a varie performance (non esclusivamente musicali). Chiunque voglia aderire può scriverci in privato.
Data inizio: 25-04-2017
Ora inizio: 14:00
Data fine: 26-04-2017
Ora fine: 02:00

Proiezione “GOA – the land of Shiva” di Massimiliano Mazzotta

Proiezione “Goa – the land of Shiva” e dibattito con il regista.

Il 14 aprile, presso i locali del CSOA Pangea, verrà proiettato il documentario “Goa – the land of Shiva” di Massimiliano Mazzotta. Il racconto di uno Stato – Goa – e delle sue caratteristiche. Un luogo ricco di specie endemiche, ma anche meta turistica per ciò che concerne la musica. Goa però è anche uno dei maggiori estrattori di ferro al mondo, principale attività che caratterizza l’economia del posto. Attività dalle mille falle, fra immensi giri di danaro e falsazioni di dati sui danni recati all’ambiente.

Tutto ebbe inizio nel vicino 1955, quando Barone Ludovic Toeplitz, con il sostegno finanziario di Alessandro Vassallo, fondano la SESA (Sesa Goa Scambi Eonomici Società Anonima ) ed iniziano la loro ricerca di materiale ferroso all’interno dello stato indiano. Le miniere di Goa videro come una meta principale per le esportazioni il gruppo dei fratelli Riva: l’ecomostro dell’Ilva di Taranto.

Questo dato ci ha spinto sin da subito ad approfondire il caso per cercare quelle che possono essere le analogie e i punti di connessione fra le diverse realtà, e non può che risaltare all’occhio quello che più ci accomuna: il danno ambientale.

Per quel che riguarda Porto Torres e Taranto, si tratta di due fra i principali SIN (Siti d’Interesse Nazionale) presenti sul suolo italiano, due città caratterizzate dall’alto tasso tumorale dovuto all’inquinamento causato dall’emissione dei gas di produzione.

Dall’Italia all’India e dall’India all’Italia, ci siamo interessati alle ultime faccende riguardanti l’Ilva, e spulciando fra vari articoli siamo incappati in quelle che sono le ultime manifestazioni di interesse ad esso riguardanti. Due magnati indiani, Saijan Jindal (presidente dellaJindal South West) e Lakshin N. Mittal (presidente di ArcelorMittal, numero uno mondiale dell’acciaio), sono i contendenti che hanno presentato le offerte per l’acquisto dell’ex-gruppo Riva (sequestrata per inquinamento ambientale nel 2012).
Le proposte dei due parrebbero allietare qualsiasi palato sulla questione della riduzione dell’impatto ambientale per far « tornare blu il cielo e pulita l’aria di Taranto» , con promesse sentite e risentite, fatte da chi negli anni ha creato il proprio arrichimento economico danneggiando chilometri di terre espropriate o acquistate per due spiccioli, che era possibile destinare all’allevamento, alla pastorizia o a qualsiasi altra fonte di ricchezza che potesse giovare chi l’abitava, e sicuramente non deturparla creando morte in tutto il circondario.

Promesse che paiono l’ennesima presa per il culo – si passi il termine – verso chi da anni subisce il male prodotto da questi mostri inquinanti e che lotta per chiuderli definitivamente chiedendo le dovute bonifiche. Bonifiche da sempre promesse e mai arrivate, fatte a slogan politico dal primo cittadino di turno, passate in cavalleria davanti all’evidente paura esercitata dai grossi giri economici che si nascondono dietro ai grossi poli industriali in questione.

Ecco perchè abbiamo deciso di presentarvi questo film, in compagnia dello stesso regista, non solo per creare un momento di scambio d’idee e di aggregazione, ma sopratutto per rilanciare il nostro più grande credo, che è quello volto alla BONIFICA e all’abbandono dell’industria, perchè riteniamo che quel che più conta è dire BASTA a chi continua a propinarci il brutto come il bello, che ci da disperazione e dolore e poi ci consola con dei posti lavorativi precari, dove niente è garantito.

Dunque rinnoviamo l’appuntamento per venerdì 14 aprile, ore 19, per la proiezione del documentario negli spazi del CSOA Pangea, in via Falcone e Borsellino 7.

A seguire:
– dibattito con il regista;
– cena sociale
– dj set Goa con Sonar e Kai

INGRESSO CON SOTTOSCRIZIONE: 2€
SOTTOSCRIZIONE + CENA: 5

Link evento: https://www.facebook.com/events/1256049787805744/
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Sinossi
Il 12 dicembre 1961, con l’ “Operazione Vijay” dell’esercito indiano, Goa fu occupata ed annessa all’Unione Indiana e dopo 451 anni di colonizzazione da parte dell’impero portoghese diventò indipendente il 19 Dicembre 1961.
È il 1954 e un italiano di nome Barone Ludovic Toeplitz arriva a Goa.
Con il sostegno finanziario di un intraprendente italiano, Alessandro Vassallo, è alla ricerca di minerale di ferro per gli altiforni europei.
Toeplitz acquisisce la concessione mineraria Orasso Dongor a Nord di Goa e avvia una nuova società, la Sesa Goa Scambi Eonomici Società Anonima (SESA), controllata dall’IRI-Finsider a partire dal 1955.
Goa non è solo miniere. Anche la musica ha qui le sue radici e, inoltre, tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta Goa diventa la mecca degli hippie, restando tale fino agli anni Ottanta. Anche oggi a Goa vive una comunità di musicisti, che unisce alle sperimentazioni in ambito musicale l’interesse per lo yoga e l’uso di droghe psichedeliche.
Il commercio di droga nello stato di Goa ha connessioni che riguardano i più alti vertici della politica e delle forze dell’ordine locali, oltre a svariate organizzazioni mafiose.
La maggior parte delle foreste dello Stato si trovano all’interno, nelle regioni orientali di Goa, sulle pendici dei Western Ghats occidentali, riconosciuti come uno dei 21 hotspot di biodiversità del mondo.
Molte specie animali hanno perso l’orientamento a causa delle numerose e illegali estrazioni di minerali, mentre un intero ecosistema sta subendo danni irreversibili.

Massimiliano Mazzotta
Nato a Lecce il 27 Dicembre 1972, autodidatta, sin dall’età di 16 anni collabora con fotografi affermati nel campo della moda e della pubblicità. Con Oil, il suo primo lungometraggio, ha vinto il premio come miglior documentario italiano e la menzione speciale di Legambiente al CinemAmbiente 2009. Con Oil Massimiliano Mazzotta ha subìto due denunce da parte della famiglia Moratti, con le quali veniva diffidato dal proiettare il film. Diffide risoltesi, comunque, in un niente di fatto visto che il Garante della Privacy ha definito il film di “interesse nazionale”.
Dal 2014 è direttore artistico di LIFE AFTER OIL International Film Festival che si svolge in Sardegna ed è giunto alla quarta edizione.

Filmography / Filmografia
2016 GOA The Land of Shiva (India) 74min
2015 L’ARIA DI ELMAS (Italia, Sardegna) 60min
2011 OIL SECONDO TEMPO (Africa, Italia, USA) 70min
2009 OIL (Germania, Italia,) 77min
2008 IL FRUTTO DELLA SPERANZA (Italia) 9min
2007 LETTERA ALLA MIA DEA (Italia) 6min
2007 TSUKIJI MARKET (Japan) 14min
2006 MR PARKINSON (Italia) 10min
2004 GLI ANNI CHIUSI (Italia) 10min
2004 NOSTRIKE, Vigili del fuoco (Italia) 17min
2004 TG (Italia) 16min
2004 LA COOP SEI TU (Italia) 10min
2003 METROPOLI (Italia, Olanda, USA) 19min
2003 AIR LINATE 2003 (Italia) 12min
2002 6×9 (Italia) 3min

 

La casa è davvero di chi l’abita. Si va avanti!

Oggi, 14 marzo, ci siamo recati alle ore 7 e 30 in via Sassari 119, in vista del previsto sfratto programmato per le 9 di questa mattina nei confronti del signor Carlo Sedda.
Da subito abbiamo parlato con i familiari per richiedere la presenza del medico di fiducia così da poter avere fra le mani un esposto sulle condizioni di salute del protagonista della triste vicenda, in modo tale che venissero consegnate all’ufficiale giudiziario per far presente delle difficili condizioni di salute in cui versa il nostro Amico.
Come previsto, alle ore 9, alcuni cittadini sensibili, hanno preso parte al presidio portandogli solidarietà e vicinanza.
Numerose le forze dell’ordine che hanno presenziato previo avviso da parte di terzi per “paura” che ci fossero tafferugli. Contrariamente alle loro aspettative, la situazione si è mostrata pacifica per tutto il corso della manifestazione.
Alle ore 11 l’arrivo tanto atteso dell’ufficiale giudiziario, scortato dalle forze dell’ordine, col quale si è instaurato un dialogo volto al rinvio dell’atto di sfratto, segnalando le precarie condizioni di salute del signor Carlo e il suo diritto a dover continuare ad abitare la propria casa, in cui risiede da ormai 60 anni.
Successivamente, l’ufficiale giudiziario si è recato all’interno dell’appartamento in cui ha potuto constatare di persona, con la supervisione del medico di fiducia, l’impossibilità dell’interessato al poter compiere spostamenti e dunque l’uscita dall’abitazione.
Dopo aver discusso a lungo con i presenti all’interno della dimora, il suddetto mette a verbale la situazione nella sua interezza, segnalando la presenza di amici e familiari all’esterno della casa (totale assenza dell’amministrazione comunale), e in difesa del diritto del signor Carlo a stare dove è sempre stato, rimandando di fatto l’atto di sfratto in data 10 aprile, alla medesima ora. Ha altresì dichiarato che si recherà, come prassi, con un medico fiscale dell’ASL per avere un parere neutro sull’aspetto medico di tutta la vicenda e constatare così l’effettiva impossibilità del nostro protagonista a lasciare l’abitazione.
Questa mobilitazione ha dunque avuto un esito positivo, per quanto parziale, e non possiamo che gioirne.
Come Collettivo, continueremo a seguire la vicenda da vicino, con la decisione di presenziare il 22 marzo 2017 alle porte del Tribunale di Sassari, in vista dell’udienza riguardante il caso che vede Carlo protagonista contro la nipote, colei che ha spinto per lo sfratto dello zio da prima intimidandolo all’abbandono dell’appartamento e, successivamente, a seguito del ricovero d’urgenza del signore, approfittando infimamente della triste situazione per provvedere al cambio di serratura e allo svuotamento dei beni mobili e del denaro presenti all’interno della casa.
Siamo altamente sconcertati dal fatto che persone del genere abbiano voce in capitolo e che possano riuscire a vincere delle cause che di giusto hanno ben poco. Perchè qui non si tratta di un semplice atto burocratico, in cui si constata che la nipote sarebbe beneficiaria dell’eredità dell’appartameno da parte della madre (sorella di Carlo), ma si tratta di ignorare che vi sia la presenza di un essere umano ancora in vita e in situazioni precarie, dal punto di vista della propria salute, che abita la casa e non intende lasciarla per far comodo a meri interessi economici da parte della nipote.
E dunque questa prima battaglia è vinta, sperando che le prossime vicende del caso che andranno a seguire avranno lo stesso esito, consapevoli del fatto che la casa sia un diritto insancibile di qualsiasi essere umano e che questo sia stato riconosciuto da tutti i presenti questa mattina. Un ringraziamento dunque a chi ha sostenuto la causa e a chi continuerà a dare il sostegno a queste iniziative.
Invitiamo dunque tutti a presenziare il 22 marzo sotto il tribunale di Sassari per seguire da vicino gli esiti della vicenda, sperando che si concluda con la definitiva vittoria di Carlo, ed eventualmente il 10 aprile per riportare al nostro Amico la nostra più calorosa vicinanza, sperando di essere di maggiore presenza.
LA CASA É DI CHI L’ABITA, É UN VILE CHI LO IGNORA!
Il Collettivo.

Riqualificazione quartieri

A distanza di giorni dal termine dell’opera realizzata dall’artista “blu” presso il Satellite, il CSOA Pangea rivendica (la parte che gli spetta del) l’operazione: Come Collettivo abbiamo contatto questo grande artista contemporaneo per invitarlo a contribuire, con un opera artistica di altissimo rilievo, alla valorizzazione di un quartiere “simbolo” della nostra Città. Si è scelta, infatti, una palazzina che fosse adatta all’opera tra quelle dello storico quartiere popolare Satellite, poiché – secondo noi – può essere quello più appropriato per esprimere i messaggi ed il significato alla base della nostra azione: 1. La valorizzazione di tutti i quartieri della Città, a partire da quelli popolari; non limitandoci a questa splendida occasione ma operando per far si che ne avvengano numerose altre nel futuro e augurandoci che un domani questo genere d’iniziativa venga presa dai quartieri stessi. 2. L’altro obbiettivo è infatti proprio quello di stimolare i cittadini a ri-scoprire l’etica dell’autogestione, di un proprio spazio e di uno spazio comune; attraverso la collaborazione spontanea degli abitanti del quartiere, organizzati per curare quelli che sono i piccoli e i grandi problemi da affrontare, è possibile trovare delle soluzioni funzionali, accessibili e immediatamente realizzabili, senza dover dipendere dall’organizzazione centrale della Città. Per avviare il tutto, infatti, abbiamo preso contatti direttamente col comitato del quartiere stesso e con gli abitanti della palazzina insieme individuata. 3. Il terzo obbiettivo veste umilmente i panni dell’augurio, infine, affinché da questa azione possano trarre spunto quelli che sono i giovani presenti e vivi nel nostro Territorio, promettenti nel sostenere e nel far nascere, resistere e crescere nuovi collettivi autogestiti, perché crediamo, in ultima analisi, che siano i cittadini stessi i veri e soli gestori e responsabili della città di Porto Torres. Con questo ringraziamo dell’attenzione.

Il Collettivo C.S.O.A. Pangea Posthudorra

BLU PORTO TORRES LUGLIO 2016

 

Calendario Aprile 2016

  • 1 Aprile, ore 20.00 – “Anima e Coru” di e con Is Mascareddas

IS MASCAREDDAS – compagnia viaggiante di burattini e marionette.

Tutto iniziò nel lontano 1980, quando i nostri due eroi, Donatella Pau e Tonino Murru decisero di provare a fare qualcosa che in Sardegna nessuno aveva fatto mai. Cioè uno spettacolo di burattini. Allestisce spettacoli di burattini ispirati alla tradizione popolare italiana e, attraverso questi allestimenti, affronta argomenti e tematiche attuali, con l’intento di proporre momenti di approfondimento e di riflessione sulla drammaturgia “burattinesca”. La compagnia ha partecipato a numerose manifestazioni nazionali ed internazionali. Oltre alla produzione e circuitazione dei propri spettacoli, organizza e promuove il teatro di animazione in Sardegna con vari progetti teatrali.

http://ismascareddas.it/

 

  • 9 Aprile, ore 22.00 – Mucopus & Raw (punk hc)

Torna l’hc old school al MINGHERLO!
RAW punk hc cagliari + Mucopus Torino
VINYL + CD – 15 PUNK HC OLD SCHOOL TRACKS THAT REALLY SUCK!

 

  • 16 Aprile, ore 18.00 – Bababoom launch party + no triv day

Ore 18:00 – No triv Day: Dibattito informativo sul referendum contro le trivellazioni in mare.
Ore 23:00 – Bababoom festival launch party – A questo appuntamento avremo due very special guest dall’Italia! E un sacco di altre sorprese!! In regalo 12 biglietti per il Bababoom Festival (Marina Palmense, Fermo – dal 13 al 17 Luglio). I biglietti verranno estratti a caso tra i primi 100 ingressi alla session!! Venite tutti da presto!!
In palio:
– 10 ingressi metà prezzo Bababoom Festival + camping
– 2 Ingressi completi Bababoom festival

 

  • 23 Aprile, ore 21.00 – “Arditi del popolo – le voci delle barricate” con Andrea Staid, Jacopo Raimondo & Jacopo Tarantino.

Reading musicato del libro “Arditi del popolo” di Andrea Staid.

 

  • 24 Aprile, ore 17.00 – “Liberazione Fest – la resistenza continua”

Un giorno carico di significato che ha segnato la fine di un periodo buio anche per i Sardi.
Il Csoa Pangea ha deciso di dedicare una giornata di musica, socializzazione e libertà all’Antifascismo, incoraggiando a considerare il “fascismo” come presente e diffuso, mascherato ma individuabile, nelle logiche del singolo, nello specchio della massa, nella maggioranza sempre dispari, negli out-out che non siamo riusciti a domesticare.
Nella routine dei comportamenti quotidiani -interni ed esterni – più che nel “mezzobusto” folkloristico del carabiniere nostalgico ormai forse pensionato.

RANKORE (Anarco Street Punk TORINO) + OxC + CAMICIE di FORZA + SerJ & Crime @CSOA PANGEA P.Torres

Il 5 marzo il CSOA PANGEA ed il Collettivo Sassari Punx IL SOTTOSCALA, organizzano l’ennesima giornata per creare uno spazio libertario e svincolato tra dibattiti, cena e concerto, per noi momento di fondamentale importanza per la creazione di una scena anti autoritaria unita e concreta.

Programma serata:
Ore 17
– Aggiornamenti sul processo di Billy, Costa e Silvia.
– Videoproiezione del documentario “ALF”
– Dibattito sulla repressione di Stato ed analisi storica e politica della parola “terrorismo” e di come essa venga abusata da istituzioni e media. Per affrontare il tema verrà presentato l’opuscolo “Terrorizzare e Reprimere, il terrorismo come strumento repressivo in perenne estensione” scritto dai ragazzi e le ragazze di Prison Break Prokect nel 2014.

Ore 20
Cena sociale, solito e semplice banchetto vegan di autofinanziamento del collettivo Il Sottoscala a prezzi super popolari. Sarà presente anche un banchetto con materiale cartaceo informativo (bio e nanotecnologie, violenza di genere, antipsichiatria, queer, vegan, repressione di stato, ecc.).

Ore 21
– Si uniranno le scene rap e punk in un’unica battaglia, tra il sudore di fratelli e sorelle tra pogo, divertimento e supporto per:

RANKORE (anarco street punk popolare e militante direttamente da Torino)
CAMICIE DI FORZA (hip hop come si deve incazzato ed antifascista da Porto Torres)
OxC (rumore e punkvelocepoliticizzato annidipiombocore da Sassari)
SER J & CRIME (giuovincelli hip hop all’arrembaggio da Porto Torres)10003841_571639579669564_5020445403529824521_o

Proiezione documentario ” NURAXIA 2009″ – pratiche di teatro nei nuraghi regia di Grazia Dentoni + Presentazione de “L’architettura dell’arcano” di Danilo Scintu

4 MARZO ORE 19,00 presso il “centro liberato” PANGEA Porto Torres

PIA BRANCADORI, GRAZIA DENTONI,BETTINA PITZURRA, GIANCARLO MURRANCA PRESENTANO IL FILM

“NURAXIA 2009” pratiche di teatro nei nuraghi regia di Grazia Dentoni.

L’associazione culturale Ananche presenta il film Nuraxia 2009 pratiche di teatro nei nuraghi Realizzato col contributo della Regione Sardegna, della Provincia di Cagliari e del Comune di Orroli. La presentazione del film è a cura di Bettina Pitzurra e Grazia Dentoni Il film fa parte del progetto “IL TEATRO DI PACE IN SARDEGNA” e narra della fantascientifica avventura di 7 artisti selezionati da tutto il mondo (Sardegna compresa) dentro al Nuraghe arrubiu di Orroli, sotto la direzione della Santa Drammaturgia a cura di Grazia Dentoni. Arte e scienza si incontrano legate dal filo rosso de I RACCONTI DELLA NURAGHOLOGIA di Raimondo De Muro. Molti gli ospiti coinvolti tra scienziati e artisti a trattare il tema di sa Nuraxia in un cerchio dondolante al ritmo dell’Andimironnai.
Evocazioni mnemoniche d’identità… “Tu speri che ti cadano le catene che porti nascoste dentro e ti si accendano le lampade spente da sè senza alcuna volontà da parte tua? Dì tu se sei un uomo, creatura viva dell’ universo, dì tu cosa vuoi fare? Cosa voglio fare ? Una e basta voglio fare, da me. Nell’universo dove sono, dove sia, voglio fare da me! Voglio essere vomere che ara in terre d’odio per farci crescere amore, voglio essere radice di pianta secolare per farci passare nel tuo tronco vuoto, fiumi di onde di godimento.” (Raimondo Demuro)

Il nostro percorso inizia cinque anni fa con lo studio dei testi “ i racconti della nuragheologia” di Raimondo de Muro. I testi raccontano le vicende e i personaggi di un antica comunità ademprivile, comunità che faceva risalire le sue norme di vita al periodo nuragico, a “ sa nuraxia”. Il contenuto narrativo, insieme alle intricate vicende di alto spessore drammaturgico, ci tramanda anche tutta una serie di usi e costumi (dicius, feste, canti) ben lontani dal folklore. La lettura ci rimanda a particolari sentimenti dell’uomo verso la vita di straordinaria attualità e universalità, “ educare l’uomo ad essere uomo ”… Abbiamo cominciato a praticare l’Andimironnai, canto ancestrale, e a ripercorrerne le tracce storiche. Successivamente questo canto è stato
condiviso col pubblico, (“Sinnus” 2005, “N.a.t.o. in casa” 2006, “Danza in genere” 2008, “Rimbalzi 1” 2008, “il filo del discorso” Barumini 2008) . Il percorso prosegue attraverso : interviste ai vecchi e ai giovani, condivisione dell’Andimironnai in situazioni pubbliche e non, sperimentazioni e confronti con altri artisti e studiosi locali. Abbiamo ripercorso i passi di Demuro per le strade di Siurgus Donigala e
incontrato e intervistato le persone che nel paese lo avevano conosciuto. Grande la generosità degli abitanti di Siurgus e di Donigala che ci hanno incantate coi loro “contus antigos”. Decidiamo di raccontarla “sa nuraxia”,oralmente, come si faceva un tempo. Aggiungere a queste narrazioni la narrazione del nostro viaggio sulle tracce della Nuraxia, forse anche cantarla…

E’ avvenuto a Donigala, l’incontro col maestro Felice Cassinelli, che ha trovato interessante la nostra proposta di traduzione del canto a tenores per voci femminili. Cassinelli mette a disposizione del progetto la corale di Donigala. Crediamo nel corpo come immediato tramite narrativo, così che abbiamo tracciato un training fisico che ripercorre i primi 12 mesi di vita degli esseri umani, mesi in cui il nostro corpo impara quasi tutto ciò che usualmente il corpo di un essere umano conosce: Posizioni orizzontali, percezione dello spazio, del tempo, posizione verticale, camminate, corse, salti.
Un sentiero che riconduca a sé stessi, al passato e al presente. Un passo indietro e un passo avanti, un “anda e torra” come nel ballo sardo e nell’Andimironnai.
Partecipiamo nel 2008 al premio istituito dalla Provincia di Cagliari per la scrittura di un atto unico teatrale sulla società e civiltà nuragica, con l’opera intitolata Andimironnai, vince l’edizione del libretto teatrale che verrà distribuito in tutta la provincia. La scelta di “abitare” il nuraghe è dovuta alla straordinaria possibilità di ambientare “Andimironnai”, l’atto unico teatrale scritto da Grazia Dentoni e Manuela Uccheddu, esattamente nell’ambientazione in cui si svolge l’azione scenica.

Crediamo fortemente che sia anche l’enorme possibilità di vivere una straordinaria esperienza di connessione tra il mondo antico e quello moderno. Tra i vari strati del sé e dell’altro da sé. Il sogno che sembra ora trasformarsi in realtà era di poter praticare questi canti , queste narrazioni (esercizi di memoria), e queste azioni fisiche all’interno della costruzione nuragica definita nei racconti di De Muro, la più possente, la più autorevole: il Nuraghe Arrubiu.12771963_579312068902315_197763209022949677_o

Domo&Coro – Rassegna cori “a Cuncordu” dal Logudoro @CSOA PANGEA P.Torres

DOMO E CORO – rassegna canto “a cuncordu” dal Logudoro

Data: domenica 21 febbraio 2016 ore 17:00

Location: Porto Torres. CSOA Pangea

Si succederanno sul palco:

CORO “BOGHES NOAS” DI OSSI Coro Boghes Noas Ossi
CORO DI USINI A.C. @Coro di Usini
CORO “SANTA RUGHE” DI ITTIRI Coro Santa Rughe Ittiri
CORO “SU CUNCORDU BANARESU” DI BANARI Su Cuncordu Banaresu

Oggetto: dal pomeriggio, ore 17:00, in un contesto allestito con stands d’artigianato e gastronomici si esibiranno sul palco 4 gruppi di Canto a Cuncordu provenienti da alcuni dei più importanti centri del Logudoro.
Andranno ad interpretare, offrendo una generosa panoramica sull’argomento, ognuno nel proprio stile il canto corale sardo, risorsa di grande importanza nella tradizione locale, sia perché espressione artistica di matrice originale e autoctona, sia perché espressione di uno degli strati sociali storicamente più importanti, quello agro-pastorale.

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Coro di Ossi (http://www.boghesnoas.it/curriculum.html)
Il Coro “Boghes Noas” nasce a Ossi nel 1988 ed è attualmente composto da oltre quaranta coristi diretti dal Maestro Prof. Danilo Pingiori.
E’, per definizione, un coro “polivocale a voci virili, con le quattro sezioni del canto corale sardo impegnate a fondersi in un’unica voce che esprime la gioia di divulgare la storica tradizione del folclore isolano.
Il repertorio del Coro Boghes Noas è improntato esclusivamente sulla musica folcloristica sarda, sia sacra che profana e pur non perdendo di vista la proposta dei brani popolari, ormai entrati a far parte della storia del canto corale sardo, pone l’accento su una nuova vocalità, frutto di uno studio, ormai decennale, sulle poesie dei nostri poeti ed in particolare dei poeti di Ossi, come lo è Tiu Pedru Muresu, straordinario poeta ultranovantenne, che mantenendo le atmosfere prettamente “sarde” propone le sue nuove interpretazioni con armonizzazioni che impegnano 4-5 e a volte 6 voci.

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Coro di Usini (http://www.corodiusini.it/)
Era il 1974 l’anno in cui prese forma a Usini la passione di alcuni giovani per il canto sardo corale. Una passione nata seguendo e ascoltando con fine attenzione i dischi e le interpretazioni dei canti provenienti da Nuoro. Città nella quale vivono tuttora i maggiori gruppi del genere della Sardegna. Da questi il Coro di Usini ha auto la sua ispirazione e di questi conserva l’impostazione armonica che è quella tradizionale, a quattro voci, del canto a “tenores”: basso, contra, prima e seconda voce.
I primi brani che il Coro interpreta riguardano, appunto, melodie barbaricine e religiose, integrate più tardi, dalla ricerca e l’armonizzazione di brani prettamente logudoresi ed in particolare usinesi.
Sempre nel rispetto dei canoni tradizionali e delle armonie sarde il Coro, grazie alla vena artistica di un suo componente Nanni Brundu, e alle armonizzazioni del suo attuale direttore Mario Tedde, ha composto ed esegue dei brani inediti, i quali hanno fatto si che il gruppo si creasse uno spazio tutto suo, particolare, nel campo del folklore isolano. Il Coro nel corso degli anni si è integrato di alcuni validi giovani, mantenendo la composizione che è di 32 elementi.

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Coro di Ittiri (https://it-it.facebook.com/Coro-Santa-Rughe-Ittiri)
Il “Coro Santa Rughe” nasce (o meglio ri-nasce a seguito di altre diverse esperienze vissute in passato) nel 2009, ad opera di un gruppo di appassionati di canto e di tradizioni popolari sarde che decidono di costituirsi come associazione vera e propria nel novembre del 2010. L’intento prioritario che esso si pone è quello di intraprendere un cammino di studio e ricerca volto principalmente alla prosecuzione della tradizione corale ittirese, una cultura con una memoria centenaria che affonda le sue radici nella musica sacra e profana del territorio, nonché di quella sarda in generale. Nel repertorio musicale del coro sono infatti compresi principalmente brani della tradizione del nostro centro, sia profani che religiosi, ma anche diversi brani ripresi dalla tradizione dei cori nuoresi e di altre zone della Sardegna. Il coro “Santa Rughe” valorizza i propri canti principalmente in lingua sarda attraverso una vocalità naturale e avvalendosi di armonizzazioni strettamente fedeli ai canoni tradizionali.
Il direttore, nonché autore e armonizzatore di alcuni brani che il coro esegue è il Maestro Salvatore Paba che da sempre ha coltivato, e in seguito approfondito, l’amore e lo studio del canto polivocale sardo. Il coro è costituito da circa 25 componenti ed ha al suo attivo diverse manifestazioni locali (alcuni matrimoni, la festa “de Sos Tres Res”, la celebrazione del venerdì Santo con il rito dell’ “Iscravamentu”) che costituiscono l’attività principale di esso nonché lo strumento più diretto e più efficace di divulgazione e perpetuazione della cultura locale.

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Coro di Banari (http://www.comune.banari.ss.it/?modulo=contenuti&id=279)
In quattordici anni di vita, un’infinità di concerti e tanto apprezzamento dal folto pubblico presente alle nostre esibizioni. E’ il brillante percorso dell’Associazione Corale “Su Cuncordu Banaresu” che nasce nel 2001, sotto la spinta di alcuni componenti del vecchio coro col proposito di rivedere alcuni brani del periodo Pasquale.
Da allora, con sempre maggior entusiasmo, non si è più interrotta l’attività del Coro, offrendo a tutti coloro che avevano la passione per la musica e per il canto, la partecipazione al progetto. Progetto che nasce e si sviluppa sotto la guida di Don Peppino Lintas. Tra gli obiettivi dell’Associazione Corale “Su Cuncordu Banaresu” vi è la diffusione del canto tradizionale sardo attraverso l’organizzazione di manifestazioni volte alla valorizzazione e alla conservazione della memoria storica della nostra cultura. Fin dalla sua nascita “Su Cuncordu Banaresu” partecipa a diverse manifestazioni, sia in ambito regionale che nel continente e, dal 2010 anche all’estero: Pineda de Mar in Spagna, Wehingen in Germania e Praga.
Il coro attualmente è composto da 20 elementi più il direttore artistico. Si divide in quattro sezioni “Basciu, Contra, Boghe e Mesa Oghe”, e interpreta canti religiosi e canti profani popolari della Sardegna e anche brani su versi del grande poeta banarese Barore Sassu e del poeta contemporaneo Angelo Porcheddu.
Nel 2009 assume la Direzione Artistica del Coro il Maestro Salvatore Serra che, in linea con gli obiettivi dell’Associazione tendenti alla valorizzazione della lingua e della cultura sarda, prosegue nell’ampliamento del repertorio proponendo anche nuove composizioni, originali sia nell’aspetto musicale che nel contenuto dei testi in versi.
In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia l’Associazione Corale “Su Cuncordu Banaresu” è stata riconosciuta di interesse nazionale.12687860_454227258107171_5091486166938898156_n